SABATO 25 GENNAIO AL SEMINARIO CON I CUSTODI DEI SEMI CHE PRESERVANO LE ANTICHE SEMENTI AUTOCTONE ITALIANE E BRASILIANE PARTECIPA UNA REFERENTE DELLA RETE SLOW FOOD CHE AGGREGA LE COMUNITÀ RURALI DELLA VALLE ANDINA DOVE PROSPERANO L’AGRICOLTURA E LA CULTURA VERDI

Lungo 230 km, il rio Huasco (o Guasco) scorre nel bacino omonimo di 9˙814 km² dalla confluenza del Tránsito con il Carmen, che sgorgano nella Sierra del Medio (o Tatul) e nella cordillera de la Punilla, fino all’Oceano Pacifico, dove prima di sfociare forma una laguna di particolare rilevanza naturalistica, infatti tutelata dalla Corporación Nacional Forestal del Ministero dell’Agricoltura cileno.

Il mais e le solanacee (pomodori, peperoni, melanzane e patate) che si coltivano nella Pianura Padana sono piante autoctone dell’America del sud, in particolare delle regioni andine dove i contadini, che praticano l’agricoltura da tempo immemore subiscono pressioni sempre più forti a utilizzare, anziché i semi raccolti in loco, le sementi selezionate e geneticamente modificate da fornitori specializzati.
«In passato le aziende del settore erano numerose, 50 anni fa oltre 7 MILA al mondo, e nessuna di loro predominava nel mercato globale – spiega Alessandro Lajolo di SLOW FOOD MONFERRATO CASALESE E MONCALVO – Oggi 3 imprese multinazionali detengono il 55% della produzione di sementi, che secondo i dati FAO del 2014 è concentrata al 76% nelle “mani” di 10 gruppi, gli stessi che producono anche fertilizzanti, pesticidi e diserbanti. Contemporaneamente, l’impiego massiccio degli stessi semi in ogni tipo di habitat ha provocato un’enorme e devastante perdita di biodiversità».

A contrastare l’estinzione delle produzioni agricole tradizionali, alla cui scomparsa conseguono quella di tante piante e di molti animali e a cui è correlata la vitalità delle culture indigene, le comunità rurali che popolano la valle del Guasco svolgono molti interventi e tante attività, tra cui il progetto promosso da SLOW FOOD CHILE che li ha coinvolti nella “semina dei semi del buon vivere”.
La semilla del Buen Vivir – Con nuestro proyecto visibilizamos ‘, esta relación maravillosa de nuestros alimentos y el territorio, nuestra historia, nuestros agricultores, crianceros, pescadores, algueros, cantores, poetas, jóvenes estudiantes, cocineros, consumidores y autoridades locales, todos nos unimos en un entorno del cuidado y la visibilización del Valle de Huasco.

𝐶𝑢𝑠𝑡𝑜𝑑𝑖𝑟𝑒 𝑙𝑒 𝑠𝑒𝑚𝑒𝑛𝑡𝑖 𝑎𝑛𝑡𝑖𝑐ℎ𝑒 𝑠𝑖𝑔𝑛𝑖𝑓𝑖𝑐𝑎 𝑎𝑓𝑓𝑟𝑜𝑛𝑡𝑎𝑟𝑒 𝑑𝑖 𝑝𝑒𝑡𝑡𝑜 𝑙𝑎 𝑙𝑜𝑡𝑡𝑎 𝑐𝑜𝑛𝑡𝑟𝑜 𝑜𝑔𝑚 𝑒 𝑎𝑔𝑟𝑜𝑖𝑛𝑑𝑢𝑠𝑡𝑟𝑖𝑎, 𝑔𝑎𝑟𝑎𝑛𝑡𝑒𝑛𝑑𝑜 𝑢𝑛𝑎 𝑠𝑎𝑛𝑎 𝑒 𝑟𝑖𝑐𝑐𝑎 𝑎𝑙𝑖𝑚𝑒𝑛𝑡𝑎𝑧𝑖𝑜𝑛𝑒 𝑠𝑢𝑙𝑙𝑒 𝑛𝑜𝑠𝑡𝑟𝑒 𝑡𝑎𝑣𝑜𝑙𝑒, 𝑠𝑐𝑜𝑛𝑓𝑖𝑔𝑔𝑒𝑛𝑑𝑜 𝑙𝑎 𝑚𝑎𝑙𝑛𝑢𝑡𝑟𝑖𝑧𝑖𝑜𝑛𝑒. 𝐿𝑎 𝑠𝑓𝑖𝑑𝑎 𝑑𝑖 𝑟𝑒𝑐𝑢𝑝𝑒𝑟𝑎𝑟𝑒 𝑙𝑒 𝑑𝑖𝑣𝑒𝑟𝑠𝑒 𝑣𝑎𝑟𝑖𝑒𝑡à 𝑑𝑖 𝑠𝑒𝑚𝑒𝑛𝑡𝑖 𝑎𝑢𝑡𝑜𝑐𝑡𝑜𝑛𝑒 𝑠𝑖 𝑙𝑒𝑔𝑎 𝑎 𝑝𝑟𝑜𝑔𝑒𝑡𝑡𝑖 𝑑𝑖 𝑎𝑢𝑡𝑜𝑛𝑜𝑚𝑖𝑎 𝑑𝑒𝑖 𝑝𝑜𝑝𝑜𝑙𝑖, 𝑒𝑑 è 𝑓𝑖𝑛𝑎𝑙𝑖𝑧𝑧𝑎𝑡𝑎 𝑎𝑛𝑐ℎ𝑒 𝑎𝑙 𝑟𝑒𝑐𝑢𝑝𝑒𝑟𝑜 𝑑𝑖 𝑢𝑛 𝑝𝑎𝑡𝑟𝑖𝑚𝑜𝑛𝑖𝑜 𝑐𝑢𝑙𝑡𝑢𝑟𝑎𝑙𝑒 𝑖𝑚𝑚𝑒𝑛𝑠𝑜 𝑒 𝑚𝑖𝑙𝑙𝑒𝑛𝑎𝑟𝑖𝑜.


